Natale a Barcellona: mercatini, bancarelle e culi all’aria…

montagne di cacca per tutti. Buon Nataleeee!!!
Natale a Barcellona: mercatini, bancarelle e culi all’aria…

Metti che domani mi sveglio e poof…è già Natale.

La prima cosa che faccio è accendere le lucette – le famose lucette del 1989 regalo del trisnonno al bisnonno di famiglia – dell’albero perchè così sembrerà tutto più bello e magico. Ma non c’è – ne l’albero ne tantomeno le lucette -. Che quest’anno mi sia dimenticata di farlo mi sembra proprio assurdo. “Mha, oggi giorno tutto è possibile” penso tra me e me. Poi comincio a cercare il presepe per capire meglio fino a che punto una persona è in grado di dimenticare le ricorrenze. Nemmeno quello c’è. Che finalmente abbia deciso – in preda a postumi alcolici – di venderlo al mercatino vintage perchè ormai considerato d’antiquariato moderno???. Continua a sembrarmi tutto molto strano ma ripeto, non c’è mai limite al peggio, oggi giorno. E le candele a forma di pupazzo di neve comprate dal pakistano sotto casa? Di quelle che dici: “guarda che affarone, le ho pagate solo 3 euro e mò c’addobbo tutta casa”. Poi invece quando scopri che da Ikea le vendevano a 55 centesimi in pacchi da tre allora si che rosichi. Ma fa niente, a Natale siamo tutti più buoni e tolleranti. Cammino per casa scandalizzata e noto che manca tutto. Tutte quelle robe rosse, argentate, dorate…dove sono?. Manca pure il pupazzo dalla dubbia valenza natalizia appeso alla porta di casa. Insomma la casa è normale, come se fosse un classico mercoledì pomeriggio d’ottobre. Tipo. “Magari sono stati i peperoni della cena”, la cattiva digestione fa brutti scherzi. Ma diamo la colpa all’alcol che questa scusa è vecchia come il cucco ma è sempre e comunque la più plausibile. Vha! Decido di uscire perchè voglio vedere cosa sta succedendo la fuori. Vado nella piazza della cattedrale – perchè non dimentichiamoci che la location è Barcellona, eh si, ormai vivo qua da 3 anni – che se non è Natale in piazza non lo è da nessun’altra parte. Arrivo quasi di corsa e…e niente. O sono diventata matta o il Natale non è mai esistito. Potrebbero avermelo detto prima però, perchè scoprirlo a 31 anni 33 anni è dura da “buttar giù”. Quindi dicevamo. Non è Natale. Cioè, è Natale ma nulla fa sembrare che lo sia. E in piazza non ci sono nemmeno i mercatini. Ripeto: “non ci sono nemmeno i mercatini”. E qui viene il bello. Anzi il brutto.

La tragedia.

Ad un certo punto tutto mi sembra più chiaro e capisco, solo qualche istante dopo, che dell’albero di Natale – volendo – posso farne anche a meno, che il presepe – diciamocelo – è roba da altre generazioni, che poco m’importa di tutte quelle cose che si comprano per farcire la casa, le vie, i balconi etc etc, ma giù le mani dai mercatini di Natale. Quelli di Barcellona. Si perchè lì, in quei mercatini, non vendono solo le solite cianfrusaglie, no, li si possono comprare delle vere e proprie cagate. Nel vero senso della parola. Vi spiego meglio. Praticamente in queste bancarelle vendono delle piccole statuette che sono poi tipiche del folclore catalano, che si chiamano “caganer”. Queste statuette, più o meno grandi, rappresentano i famosi del pianeta terra tipo il Dalai Lama, Obama, il papa Francesco e i suoi predecessori, i giocatori del Barça, Berlusconi e persino Omer dei Simpson che, coi pantaloni abbassati, fanno la cacca. Appunto. Tutti lì, con le chiappe all’aria in bella mostra. Senza vergogna.

Guarda qua..

Queste statuette non sono nate l’altro ieri bensì molti anni or sono ovvero nel lontano diciottesimo secolo quando – per cortesia non cominciate a sbadigliare ancor prima che cominci – qualcuno decise che era ora di animare un po’ quello smortume di presepe classico aggiungendoci elementi della tradizione catalana – ecco lo vedi, ho già finito -. Ma io dico, pensa te sti qua, che tra le tante cose stupende di cui è pieno il mondo pensarono bene di riprodurre degli omini in miniatura che cagano. La cosa bella è che col passare degli anni questa tradizione s’è andata fortemente rinvigorendo tant’è che oggigiorno questi famosi omini dalle chiappe infreddolite rispecchiano senza vergogna alcuna la società in cui viviamo, assumendo come detto sopra, varie e svariate sembianze fescion/vip. E non esiste presepe che non ne sia popolato. Dicono che portino anche fortuna, quest’anno ne voglio comprar uno, poi vi saprò dire.

Insomma amiche e amici, tutto questo purpurrì di parole per dirvi che se domani mi svegliassi e poof…fosse già Natale ma che in pratica è come se non lo fosse, quello che più mi mancherebbe, più dell’albero e del presepe, più delle lucette del trisnonno e dei pupazzi di neve messi insieme, sarebbero proprio queste clamorose cagate. Si perchè il mondo non è fatto per le cose serie e troppo arzigogolate, no. Il mondo è fatto di piccole cose, di gesti comuni e leggerezze quotidiane.

 

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